A Cura di Giacomo Belotti
GHEE : IL BURRO AYURVEDICO Il Ghee secondo la Medicina Ayurvedica
Proprietà - Tonico, emolliente, ringiovanente e antiacido. E’ nutriente e indicato soprattutto negli stati di debilitazione, consunzione e convalescenza. Facilità la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione del cibo. Nutre il midollo, l’apparato riproduttore (ottimo nei problemi d’infertilità) e migliora la qualità di Ojas, l’essenza sottile dei tessuti dell’organismo, che governa l’intelligenza del corpo e della mente. Da Ojas non dipende solo il nostro benessere e la capacità di difenderci dalle aggressioni delle malattie fisiche, ma è ritenuto necessario per il pieno sviluppo delle nostre capacità mentali e spirituali. Rafforza il cervello e il sistema nervoso ed è considerato un Rasayana (sostanza che allunga la vita) proprio perché agisce sul tessuto nervoso (Dhatu Majja) nutrendolo. Migliora l’intelligenza, la comprensione, la memoria, il potere della vista e anche la voce. Rafforza il fegato e i reni. E’ il miglior tipo di grasso per il corpo e in assoluto è il migliore per il fegato. Sana le ulcere gastrointestinali ed è indicato nelle coliti. Allevia la febbre cronica, i disordini del sangue ed è utile per la disintossicazione. Equilibra gli Agni o fuochi digestivi, da cui dipende la salute dei singoli tessuti e dell’intero organismo. Lubrifica il connettivo e rende il corpo più flessibile. Esternamente è nutriente per la pelle e facilita la guarigione delle ferite. E’ lenitivo per gli occhi: ottimo per la vista debole, per la fotofobia e tutte le infiammazioni (da mettere direttamente sull’occhio). Applicato un poco nel naso nutre il cervello. Preparazioni medicinali – Tradizionalmente, il Ghee viene mescolato a sostanze medicinali per aumentarne l’assorbimento a livello intestinale. E’ considerato anupana, cioè un “veicolo”. Infatti, le erbe amalgamate con il grasso del Ghee attraversano più velocemente e facilmente la barriera cellulare che è composta da un doppio strato lipidico. Il Ghee ha la capacità di trasportare le proprietà medicamentose delle erbe e minerali in tutti e sette i tessuti. Numerose sono le preparazioni ayurvediche a base di Ghee. |
Ghee: il burro ayurvedico
La visita medica secondo l’Ayurveda Maharishi
A Cura di Giacomo Belotti
LA VISITA MEDICA SECONDO L’AYURVEDA MAHARISHI
Articolo pubblicato su Viver Bene a cura di Giacomo Belotti
“L’arteria che pulsa alla base del pollice indica la vita. Felicità e sofferenza, inclusi lo stato di equilibrio
e squilibrio della fisiologia possono essere conosciuti grazie al suo movimento.”
Così inizia uno dei testi classici dell’Ayurveda o scienza della vita. Non ci si deve quindi meravigliare se la visita medica inizia dall’ascolto del polso e non dalla descrizione di segni e sintomi della malattia da parte del paziente. In effetti è molto importante che il medico sia innocente quando pone le sue dita sull’arteria radiale del paziente così da non avere aspettative di sorta su ciò che andrà a sentire.
Cosa sente il medico nel polso del paziente?
Lo stato di equilibrio o squilibrio di Vata, Pitta e Kapha, i principi metabolici fondamentali che governano la nostra fisiologia, o dosha, la sede del loro squilibrio e le indicazioni per riportarli in equilibrio.
Può precisare meglio?
Vata, Pitta e Kapha prima di generare un sintomo o una malattia devono uscire dalla loro sede, il colon per Vata, lo stomaco e il duodeno per Pitta e lo stomaco e il torace per Kapha. Questo avviene a causa del loro aumento dovuto alla violazione regolare e costante della legge naturale (mangiare senza appetito, trattenere i bisogni naturali, rimanere svegli la notte, etc.)E’ un po’ come versare acqua in un bicchiere. Finché il bicchiere non ne è pieno l’acqua non crea problemi, ma quando comincia a tracimare perché il bicchiere è stato riempito allora inizia a creare problemi là dove fluisce.
Ma come si fa a sentire che Vata, per esempio fluisce al di fuori della sua sede?
Noi sappiamo che Vata, così come Pitta e Kapha, ha delle qualità. E’ mobile, freddo, instabile, secco e leggero, le qualità che deriva dall’elemento di cui è costituito, l’aria. Se sentiamo queste qualità nelle sedi di Pitta, per esempio, significa che Vata si è mosso fuori della sua sede, si è mosso in Pitta. Questo fa sì che l’aria interferisca con il fuoco, Pitta. Proprio come in natura, l’aria sposta, alimenta o può spegnere il fuoco. Vata cioè danneggia le funzioni di Pitta e crea sintomi e malattie.
Cosa fa il medico dopo aver analizzato il polso?
Dopo aver ascoltato il polso il medico porrà delle domande al paziente per verificare la sua diagnosi e suggerirà i rimedi (dieta, routine, erbe e consigli pratici) per correggere lo squilibrio diagnosticato e per rafforzare la salute.
Quindi l’ayurveda Maharishi mira a riportare in equilibrio Vata, Pitta e Kapha e non a combattere il sintomo?
Esatto. I preparati dell’ayurveda vengono prescritti in funzione degli squilibri presenti nel polso e solo secondariamente in funzione dei sintomi o malattia diagnosticata. La malattia infatti, così come noi la conosciamo, è la risultante di molti anni di squilibrio dei fattori metabolici fondamentali che compongono il corpo umano. Noi sappiamo che la malattia non si sviluppa istantaneamente ma attraverso sei fasi distinte che possono essere misurate e rilevate nel polso. Queste sei fasi sono: accumulo, aggravamento, disseminazione, localizzazione, manifestazione del sintomo e cronicizzazione. Quattro di queste sei fasi, come possiamo osservare, sono completamente asintomatiche e quindi non diagnosticabili con metodi e tecnologie moderne, per quanto sofisticate possano sembrare, ma solo attraverso l’analisi del polso. L’educazione in campo medico ha sempre celebrato che è meglio prevenire che curare. L’Ayuevada Maharishi offre la conoscenza mancante alla medicina moderna. La conoscenza di come rilevare lo squilibrio presente attraverso la semplice lettura del polso.
Tutti possono imparare l’analisi del polso?
Si. La lettura del polso è facile e naturale. Ovvio che ci vuole esperienza e dedizione, ma il principio e la pratica sono semplici. Se ogni mamma potesse apprendere questa tecnologia, potrebbe assicurare salute e mancanza di sofferenza a tutti i componenti della famiglia perché potrebbe rilevare lo squilibrio nei suoi primissimi stadi e quindi curarlo con facilità. Questa è una delle mete dell’ayurveda Maharishi, insegnare ad almeno un componente di ogni famiglia la lettura del polso.
Ha detto che lo squilibrio di Vata, Pitta e Kapha (dosha) viene generato dalla violazione della legge naturale,
può spiegare meglio?
Ogni cosa in natura influenza ogni altra. Non ci dobbiamo quindi meravigliare se l’ayurveda Maharishi, il sistema di medicina più completo e scientifico, ritenga che lo stato della mente, la dieta, la digestione, il comportamento, l’ambiente vicino e lontano, l’aria che respiriamo, la città e la casa in cui viviamo, il pensare collettivo, la routine giornaliera e stagionale, l’educazione, l’esperienza della pura coscienza, etc. etc. abbiano un effetto sui dosha ed in ultima analisi sulla nostra salute. Se consideriamo quindi attentamente tutti questi fattori vediamo chiaramente che la salute perfetta passa necessariamente attraverso la creazione di una società perfetta, il paradiso sulla terra, una vita in perfetta armonia con la legge naturale, la volontà di Dio. Se ci deve essere un paradiso sulla terra, il bene ovunque e il male da nessuna parte, questo dovrà essere per tutti o per nessuno. Anche in questo l’ayurveda Maharishi è completo e perfetto.
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Ayurveda Maharishi
A Cura di Giacomo Belotti
UN SISTEMA COMPLETO PER IL BENESSERE FISICO E MENTALE
Il sistema di benessere noto in Occidente come Ayurveda Maharishi è la rivisitazione moderna del più antico sistema salutare conosciuto, l’Ayurveda, che ebbe origine in India molte migliaia di anni fa. Quella scienza fu chiamata AYURVEDA. Purtroppo, con il passare dei secoli gran parte della conoscenza rivelata dai saggi andò perduta ed il risultato fu che l’Ayurveda cadde nell’oblio. Per fortuna la fiammella della conoscenza non si è mai spenta del tutto e negli ultimi decenni si è assistito ad una vera e propria rinascita dell’Ayurveda. Buona parte del merito di ciò va attribuita ad un saggio di nome Maharishi Mahesh Yogi, il quale ha compiuto una poderosa opera di rilettura dell’Ayurveda. L’Ayurveda Maharishi
- è efficace ed i suoi trattamenti sono naturali;
- è a misura d’uomo, non aggressivo e rispettoso nei confronti dell’individuo.
I PRINCIPI DELL’AYURVEDA MAHARISHI
L’Ayurveda Maharishi non è semplicemente un sistema di benessere, ma è piuttosto un insieme più vasto di conoscenze che consente ad ogni uomo di vivere felicemente ed a lungo, in pieno accordo con le leggi di natura. Illuminante al riguardo è la definizione di individuo sano proposta da Sushruta, antico autore di un trattato sull’Ayurveda. Sushruta afferma: “L’individuo sano è colui i cui principi metabolici sono in equilibrio, la cui digestione è buona, i cui tessuti funzionano normalmente, le cui funzioni escretorie sono regolari e la cui mente, i cui sensi ed il cui sé sono sempre compiaciuti e pieni di beatitudine”. In questa sentenza viene sottolineata l’importanza del benessere psicologico ed emozionale ai fini del mantenimento del benessere. Maharishi spiega: “Benessere significa sperimentare la piena realizzazione nella vita, uno stato nel quale ogni istante è carico di beatitudine”. Lo stato salutare va inteso in senso positivo come una condizione di equilibrio dinamico e di benessere sempre crescente, e non al negativo come semplice assenza di disordini evidenti. Al contrario qualsiasi condizione di disagio fisico va considerata come una condizione di squilibrio e di disordine nella quale i principi metabolici che governano la fisiologia non operano più in modo coordinato ed in armonia. Gli antichi saggi descrissero tre forze vitali, responsabili delle molteplici attività del corpo e della mente. La prima è VATA e governa le attività del sistema nervoso. La seconda PITTA e governa le funzioni digestive e metaboliche. La terza KAPHA (pron. Kafa) ed è responsabile delle funzioni del sistema immunitario e del mantenimento dell’integrità del corpo. L’equilibrio delle tre forze vitali corrisponde all’equilibrio dell’asse neuroimmunoendocrino e come tale è instabile e suscettibile di essere modificato da ogni influenza esterna. Per questo motivo, per mantenersi in uno stato di benessere è necessario vivere in semplicità ed in accordo con le leggi di natura. Le stesse leggi che operano nell’universo sono attive anche all’interno del corpo umano. Charaka, autore del più antico ed autorevole trattato di Ayurveda, ha scritto: